Un weekend a Oreno, tra splendori gotici e tradizioni rurali
venerdì 23 agosto 2019

Un weekend a Oreno, tra splendori gotici e tradizioni rurali

Settembre, tempo di sagre e di feste di paese: ArtU vi aspetta domenica 8 settembre a Oreno con la celebre Sagra della Patata, per scoprire l'importanza storico-artistica del borgo e del suo Casino di Caccia e per invitarvi a godere una giornata tra rievocazioni storiche e tradizioni contadine.

Lo abbiamo sempre pensato: è a settembre, quasi certamente, che la Brianza dà il meglio di sé.

Il clima estivo si addolcisce, gli indefessi lavoratori rientrano dalle ferie con un briciolo di tranquillità in più, a Monza si scaldano i motori della Formula Uno per il Gran Premio, Comuni e associazioni si preparano ad ospitare la manifestazione "Ville Aperte" e, un po' ovunque, a settembre fioriscono le sagre.

Feste locali e popolari, un tempo occasioni collettive per invocare il santo patrono e propiziare l'imminente raccolto, oggi, nella versione 2.0, costituiscono momenti di festa in cui riscoprire le tradizioni del proprio paese miscelandole con mercatini, attività ricreative per grandi e piccini, rievocazioni storiche e (ovviamente!) svariate e molteplici esperienze gastronomiche.


Avrete sicuramente provato anche voi a trascorrere un pomeriggio, una serata o (coraggiosi!) un'intera giornata a zonzo per stradine di centri storici invase da bancarelle e gremite di avventori, facendo la fila ad uno stand per gustare un piatto tipico o saltando sulle punte dei piedi per vedere quello spettacolo in piazza... è una dimensione, crediamo, che ormai faccia parte del DNA degli italiani; caotica, stancante e bellissima al tempo stesso.


Tra le tante sagre che il nostro territorio offre, quella a cui noi di Art-U siamo particolarmente legate è proprio la Sagra della patata di Oreno.

Un po' perché segna la fine delle vacanze estive e l'inizio del nuovo anno scolastico o lavorativo; un po' perché, come guide, è stata una delle prime occasioni che ci ha dato spazio e visibilità; ma anche perché è davvero uno degli eventi di maggior richiamo e notorietà del vimercatese.

Ha tutti gli ingredienti per esserlo: un centro storico "da cartolina", un sapore contadino e rustico ancora percepibile tra corti, cascine e campi coltivati, importanti landmark culturali, una tradizione radicata e sentita che coinvolge tutto il paese e, infine, un prodotto gastronomico da valorizzare (la "biancona", la famosa patata bianca di Oreno).


Per caso questo settembre, tra sabato 7 e domenica 8, siete nei paraggi? 

Prendetevi qualche minuto per leggere il nostro articolo: vi raccontiamo qui tutto quel che c'è da sapere per vivere pienamente questa esperienza!



La Sagra


La Sagra della patata è una manifestazione che prende avvio nel 1968 e che lo scorso anno (2018) ha festeggiato i suoi primi cinquant'anni. Cinquant'anni trascorsi, ma "solo" 29 edizioni realizzate: si svolge, infatti, ad anni alterni, poiché l'impegno organizzativo è tale che il Circolo Culturale Orenese, che dal 1966 anima il piccolo borgo e organizza la manifestazione, sa che per fare bene le cose ci vuole tempo.

La prossima edizione "completa" della Sagra sarà nel 2020 ma nel frattempo, come in tutti gli anni che si alternano tra una Sagra e la successiva, viene comunque organizzato il programma “Aspettando la Sagra", una versione ridotta e limitata ad un solo weekend ma non meno ricca: anche per questo 2019, infatti, si prevedono il consueto servizio di ristorazione con cucina casalinga e stand enogastronomici, attività per bambini, musica dal vivo, rievocazioni storiche e visite guidate!

Tenete d'occhio la pagina Facebook del Circolo Culturale Orenese o il loro sito per consultare il programma aggiornato!



La patata di Oreno


No, non sogghignate... La biancona di Oreno è davvero famosa! 

Giusto un anno fa avevamo intervistato Paolo Fumagalli, chef e scrittore, che in occasione della Sagra 2018 presentava il suo libro "L'oro di Oreno" dedicato a questo ortaggio e alla lunga tradizione orenese.

Paolo, che si definisce un "artigiano del gusto", ci spiega sul suo sito (www.paolofumagalli.me) che:


"La patata tradizionale di Oreno era la Biancona, con la buccia liscia giallastra e la polpa candida. Le patate bianche di Oreno avevano un sapore molto particolare, ricco e intenso, ideali in cucina per realizzare impasti, gnocchi, crocchette e purè. 

Nel corso del Novecento, quella particolare patata fu sostituita da altre varietà più produttive – in particolare la Kennebec - fino a scomparire quasi del tutto. Il processo di industrializzazione degli anni Sessanta ha sconvolto il paesaggio agricolo della Brianza, le abitudini di vita e le pratiche di lavoro della comunità.

La Sagra della Patata nacque proprio per valorizzare il paese e offrire ai contadini di Oreno “una giornata diversa dalle altre”, ma fu anche il primo passo verso un’intelligente e appassionata difesa del territorio e del suo patrimonio di prodotti, saperi, conoscenze."


Coltivare la biancona, tuttavia, non è facile: già da qualche anno, per garantire la continuità produttiva, il Comune di Vimercate e il Parco Agricolo Nord Est hanno dato incarico ad alcune aziende di montagna (appartenenti all’Associazione agricoltori Val San Martino) di coltivare i tuberi da seme e metterli poi a disposizione degli agricoltori locali (leggi l'articolo pubblicato sul quotidiano Il Cittadino). 

Se passate da Oreno ormai non avete più scuse: è d'obbligo fermarsi ad assaggiare un piatto dei celebri gnocchi!

Alla fine di questo articolo trovate anche qualche indicazione su dove trovarli...


Quattro passi tra storia e natura


Dopo le esperienze gastronomiche, una passeggiata per le strade di Oreno aiuterà certamente la digestione e contribuirà a saziare anche lo spirito.

Il borgo di Oreno (che dal 1929 è frazione del Comune di Vimercate) è infatti il luogo ideale per un vero e proprio viaggio nel tempo. 


Possiamo ancora trovare corti e cascine che ricordano la genuinità della vita contadina, strette viuzze lastricate a sampietrini che si snodano attorno alla chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo (l'edificio attuale venne eretto tra il 1853 e il 1857 su disegno di Giacomo Moraglia, ma la chiesa di San Michele risultava elencata tra le dipendenze della pieve di Vimercate già sin dal XIII secolo).


Nel minuto tessuto urbano irrompe la splendida Villa Gallarati Scotti: costruita a partire dagli ultimi anni del Seicento, circa un secolo dopo fu oggetto di una rilevante ristrutturazione neoclassica che portava la firma di Simone Cantoni e, con il suo romantico parco all'inglese, è oggi uno dei migliori e più sontuosi esempi di "villa di delizia". Ancora oggi di proprietà privata, è normalmente chiusa al pubblico; se il suo imponente prospetto vi incuriosisce, portate pazienza fino a fine settembre: solitamente è visitabile in occasione di Ville Aperte con percorsi guidati a cura del Comune di Vimercate. 


Proseguendo la nostra passeggiata lungo via Santa Caterina, infilatevi a sinistra su via San Francesco d'Assisi, la cui dedicazione non è casuale: qui, infatti, un percorso in lieve salita che passa sotto due scenografici archi in cotto conduce all'antico convento francescano.

Oreno non finisce di stupire: sapete che qui nacque una delle prime comunità francescane di Lombardia? Una tradizione non confermata la vuole addirittura visitata dal Santo di Assisi in persona (che effettivamente passò per queste terre); quasi certamente però i frati minori furono chiamati a Oreno per contrastare l’eresia catara che si diffondeva nel territorio a partire dalla vicina Concorezzo.

L'attuale chiesetta porta i segni delle ristrutturazioni e ampliamenti condotte tra Sei e Settecento, ma se trovate aperto il portone a destra della facciata buttate uno sguardo: troverete perfettamente conservato il piccolo chiostro cinquecentesco, un angolo nascosto di pace e tranquillità.

Se ora siete alla ricerca di un itinerario bucolico e rinfrescante, non dovete andare lontano: tornando su via santa Caterina, proseguite finché la strada asfaltata non finisce e comincia un sentiero campestre.

Il percorso si snoda nel parco della Cavallera, seguendo il muro di cinta del parco Gallarati Scotti (è immenso, vero? avrete notato il ponticello che si incontra a metà percorso: sapete a cosa serviva?) e proseguendo poi in aperta campagna: spingetevi fino alla zona della Cascina Lodovica e, da qui, tornate corroborati verso il centro del paese. 



Il Casino di Caccia: un salto nel medioevo!


Quando volete regalarvi una pausa artistica, fatevi strada tra le bancarelle della sagra e raggiungete il portone di legno al n. 8 di via Piave. Dietro questo accesso si cela una piccola corte rustica che nasconde uno dei cicli di affreschi più preziosi del Quattrocento lombardo: le pitture del Casino di Caccia Borromeo.

Se è domenica 8 settembre 2019, siete fortunati: è possibile accedere alla sala con le nostre visite guidate!

Vi consigliamo di prenotare sul nostro sito (qui il link alla visita): abbiamo molti turni di visita su tutta la giornata e faremo il possibile per accompagnarvi a visitare questo piccolo gioiello.

È una sola stanza, ma ci porta idealmente in tanti luoghi e in un altro tempo: sulle sue pareti, ritratti con uno stile ancora sospeso tra effetti tardogotici e raffinatezze che richiamano alla memoria la Cappella di Teodolinda affrescata dagli Zavattari a Monza, si dispiegano boschi selvaggi e sontuosi giardini.

In essi, troviamo nobili cavalieri intenti alla caccia all’orso, stupefacenti rappresentazioni naturalistiche di esemplari vegetali e specie animali differenti (la scena dell’aucupio, ovvero della caccia agli uccelli, è sicuramente una delle più note, con una varietà degna di un bestiario medievale), ma anche dame dalla fronte alta, avvolte in abiti di foggia quattrocentesca, che prendono parte a scene d’amor cortese che ci lasciano non pochi misteri irrisolti e dilemmi d’interpretazione ancora da sciogliere.

Di questi affreschi potremmo continuare a parlare per ore, tanti sono gli spunti storico-artistici che ci suggeriscono; ma tra i tanti dettagli e aneddoti che ci piace raccontare durante le nostre visite guidate, sicuramente uno dei più curiosi riguarda il momento della loro scoperta.

Le pitture, infatti, rimasero per secoli nascoste sotto uno spesso strato di calce e solo nel 1927 furono fortuitamente ritrovate. Il merito di ciò si deve al conte Gian Carlo Borromeo, allora proprietario della piccola corte rustica, il quale, dopo aver commissionato alcuni lavori in questi ambienti, un giorno si accorse che in un punto della stanza al piano superiore l’intonaco si era staccato, lasciando in vista una macchia rossa. Incuriosito, aveva iniziato ad allargare quella crepa, scrostando un poco di più il muro… e rendendosi subito conto che quell’ambiente poteva nascondere, da chissà quanto tempo, un antico affresco. 

Solo i successivi restauri, portati a termine da Mauro Pelliccioli, allora professore all’Accademia di Brera, consentirono di svelare la vera portata di questo ritrovamento e di aprire uno spiraglio raro e prezioso sull’arte e sulla cultura della vita di corte nella Lombardia di metà Quattrocento.


A questo punto, non ci resta che aspettarvi a Oreno: ci vediamo domenica 8 settembre!!



Qualche consiglio per…


Alloggiare: se volete provare a soggiornare in una corte rustica con tutti i comfort del XXI secolo, consigliamo due B&B: Il portichetto di Oreno e il Bed and Breakfast Borromeo, quest’ultimo ricavato da un’ala dell’antica Corte del lattaio (“Curt del lacè”) e i cui colori sono ispirati agli affreschi del vicino Casino di Caccia.


Mangiare: l’elenco, qui, potrebbe essere lungo! Oltre agli stand gastronomici allestiti appositamente per la Sagra della patata, le specialità orenesi si possono gustare ogni giorno anche presso l’Osteria Robebuone, l’enoteca Tempo di Vino, l’Ostaria di Nonno Cet, la trattoria Antica Riva; per una cucina più “internazionale” trovate infine il ristorante Madeira; tutti situati a pochi passi dal centro paese.


Raggiungere Oreno: La frazione di Oreno di Vimercate si trova lungo al Tangenziale Est di Milano, uscita Vimercate Centro. Il centro di Monza dista solo 11 km, quello di Milano 26 km.
Tutti i principali aeroporti possono essere raggiunti in meno di un’ora di automobile: Linate (25 km), Orio al Serio (38 km), Malpensa (65 km).
Maggiori informazioni pratiche sono reperibili sul sito del MUST - Museo del Territorio Vimercatese.



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