La memoria della Resistenza in Brianza
domenica 25 aprile 2027

La memoria della Resistenza in Brianza

Uno sguardo ravvicinato al murale di Orticanoodles dedicato ai Martiri Vimercatesi

Parlare di Resistenza a Vimercate significa parlare dei Martiri vimercatesi, giovani partigiani fucilati il 2 febbraio 1945. I loro corpi, scampati alla fossa comune cui li aveva destinati il regime, riposano ora al cimitero di Vimercate in un monumento a loro dedicato.

Con il titolo di eroi i giovani vimercatesi sono ricordati su un cippo situato ad Arcore in via Baracca 10, nel luogo della loro fucilazione e ancora, i loro nomi campeggiano su una stele in granito collocata davanti alla scuola primaria E. Filiberto di Vimercate dove vengono commemorati anche dal toponimo della piazza stessa.



Ma i nomi di Pierino Colombo, Aldo Motta, Emilio Cereda, Renato Pellegatta, Luigi Ronchi e Iginio Rota sono soprattutto divenuti ormai famigliari nella quotidianità dei vimercatesi perché attribuiti ad alcune importanti vie cittadine.

A celebrarne la memoria, dal 25 aprile scorso c’è soprattutto un’opera d’arte: un murales realizzato da Orticanoodles sul muro di un alto edificio situato in via Vittorio Emanuele II.

L’opera rientra in quei progetti definiti di ”rigenerazione urbana” ma il nuovo murales è molto di più è opera d’arte pubblica e partecipata. Sì, perché il collettivo Orticanoodles composto da Wally (Walter Molin) e Alita (Alessandra Montanari) ha coinvolto nel processo creativo gli studenti dell’Istituto Vanoni (5^R) oltre che i rappresentanti dell’ANPI. I primi sono stati chiamati a contribuire alla progettazione dell’intervento nella parte del timpano - considerata la più nobile nella composizione, e a farlo a partire dal racconto della storia dei partigiani restituito dai rappresentanti dell’Associazione Nazionale Partigiani. 

La scelta finale è ricaduta su un’immagine iconica, quella del papavero rosso accostato al celebre verso “E questo è il fiore del partigiano morto per la libertà” tratto del celebre canto partigiano “O bella Ciao”. Il rosso del papavero costituisce il contrappunto cromatico che si intervalla alle immagini scomposte dei ritratti dei partigiani tratti dalle loro fotografie. Fisionomie di giovani uomini nel fiore degli anni, con i baffi alla moda, la brillantina nei capelli e lo sguardo fermo di chi vuole cambiare il mondo, mentre il giallo della parete di fondo dialoga efficacemente con i volti eseguiti a spolvero.


Foto da Instagram: _sgarzo


I giovani vimercatesi si erano resi protagonisti, il 29 dicembre 1944, dell’attacco del campo volo della Gilera, ad Arcore per sabotare gli aerei siluranti nazisti, l’incursione era costata la vita a Iginio Rota, morto durante l’assalto mentre gli altri invece vennero arrestati e condannati a morte dal Tribunale Speciale di Milano.

Il 2 febbraio seguente avvenne la loro fucilazione presso il campo di aviazione di Arcore. Lì condotti dal comando fascista per essere fucilati alla schiena, chiesero invece di essere fucilati in piedi e di fronte e prima di morire gridarono insieme “Viva la libertà”, azioni con cui manifestarono fino alla fine la propria adesione alla causa fino e che gli valsero il riconoscimento a martiri della rivoluzione.


Credits: Prima Monza


La popolazione vimercatese rimase molto scossa dall’evento e per molti il sacrificio dei cinque ventenni segnò la fine dell’indecisione in merito all’adesione alla lotta partigiana.

I funerali dei Caduti per la libertà si svolsero solo dopo la Liberazione e le esequie avvennero in modo solenne. Il 13 maggio, le bare dei cinque giovani fucilati ad Arcore vennero raggiunte da quelle di Iginio Rota e Giuseppe Ruggeri. Le salme vennero portate a spalla dal C.V.L. Corpo Volontari della Libertà per le vie di Vimercate e Oreno e passarono tra “due fitte schiere di popolo commosso ed orante, che fece ala ininterrotta (fino) alla collegiata di Santo Stefano (dove) si svolse il rito di suffragio” (E.Cazzani, Storia di Vimercate, 1975p.677).

Oggi i volti dei partigiani vimercatesi scomposti e ricomposti tra i papaveri rossi non costituiscono un semplice tributo storico, ma vogliono costituire una presenza quotidiana capace di interpellare chi abita la città con lo scopo di mantenere vivi i valori della Resistenza.


IN EVIDENZA

"Perso nel museo" di Luisa Vera; ed. Franco Cosimo Panini, 2020
lunedì 22 gennaio
"Regina di quadri. Vita e passioni di Palma Bucarelli" - di Rachele Ferraio, ed. Mondadori - Le Scie, 2010
martedì 09 gennaio
Il volo della Nivola tra storia e tradizioni, dalle origini del culto fino alle attuali celebrazioni meneghine e monzesi
venerdì 11 settembre