Il genio che ci fa scoprire il Bello intorno a noi: Raffaello, il divin pittore
domenica 25 ottobre 2020

Il genio che ci fa scoprire il Bello intorno a noi: Raffaello, il divin pittore

Racconto, tra reale e virtuale, della mostra allestita presso il Castello da Corte a Bellusco

Tra 24 e 25 ottobre il comune di Bellusco ha offerto un omaggio particolare a Raffaello, l'artista rinascimentale che ha rivoluzionato la storia dell'arte: una mostra allestita con dieci riproduzioni dei principali capolavori del maestro urbinate, per lo più legati al tema del ritratto.

Un percorso per ricordare i 500 anni dalla scomparsa dell'artista e immergersi nella bellezza straordinaria delle opere del "divin pittore", poste in dialogo con gli affreschi cinquecenteschi del Castello da Corte.


Organizzata da ArtU in collaborazione con Teatro dell'Aleph, che ha contribuito alla realizzazione delle riproduzioni e all'allestimento della mostra, e con l'assessorato alla Cultura del Comune di Bellusco, questa mostra rientra in un programma più ampio, dai titolo "Itinerari di bellezza - In cerca di bellezza: tra itinerari reali e virtuali".

Vi riproponiamo qui le opere e la descrizione del percorso di visita, per condurvi in una visita guidata "virtuale" tra i capolavori raffaelleschi!



BIOGRAFIA


Raffaello Sanzio nasce ad Urbino da Giovanni Santi e Magia Ciarla il 6 aprile 1483. 

La città è una delle culle del Rinascimento, il padre è un pittore definito “non meno eccellente” (G. Vasari), la madre è una dolce presenza scomparsa però prematuramente quando il giovane Raffaello aveva solo otto anni. I presupposti di partenza sono favorevoli all’avvio di una grande carriera artistica che matura in un contesto molto propizio. 


La morte del padre quando il pittore ha solo undici anni contribuisce a un’emancipazione precoce al punto che Raffaello, dopo un breve alunnato presso la più importante bottega centroitaliana del tempo, quella di Pietro Perugino, viene menzionato a soli diciassette anni come “maestro”, appellativo destinato a chi gestiva in proprio una bottega artistica. 

Se tra Perugia e Città di Castello avviene la prima formazione artistica, è però il soggiorno fiorentino del 1504 a determinare la maturazione artistica del giovane Sanzio. Sulle sponde dell’Arno egli osserva lavorare Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti oltre ad una schiera infinita di straordinari rappresentati del Rinascimento pittorico. 

La sua consacrazione avviene invece nella Città Eterna, quando nel 1508 viene chiamato a Roma da Papa Giulio II per lavorare alla decorazione delle Stanze Vaticane. A Roma Raffaello viene conteso, oltre che dai papi, anche dai più ricchi mecenati artistici tra cui il banchiere Agostino Chigi, per il quale l’artista realizzerà bellissimi affreschi per la sua villa detta“la Farnesina”

Al culmine della fama, Raffaello muore improvvisamente il 6 aprile 1520a seguito di una febbre acuta e perdurante. 

La morte avviene di venerdì santo, 37 anni dopo la nascita, favorendo l’accrescersi del mito del “divin pittore”.



IL PERCORSO DELLA MOSTRA


Cinquecento anni fa, il 6 aprile del 1520 a Roma, scomparve a soli 37 anni il “divin pittore”: Raffaello Sanzio da Urbino. 

Questa mostra propone una selezione di alcuni dei più celebri dipinti realizzati dall’artista durante la sua breve ma straordinaria carriera, riproduzioni a stampa in alta definizione di alcuni tra i più bei ritratti mai eseguiti dal pittore urbinate. 

Apre l’esposizione l’Autoritratto con amico del Louvre, in cui Raffaello mostra il suo lato più umano; seguono capolavori giovanili che segnano i punti di contatto con i “maestri” del suo tempo: Lo Sposalizio della Vergine, un confronto con l’opera del Perugino e La Dama con il Liocorno, una personale versione della “Gioconda” leonardesca. 


Non mancano le effigi dei grandi mecenati che hanno determinato l’affermazione artistica di Raffaello a Roma, i papi Giulio II e Leone X


E se, nei ritratti maschili come quello dell’umanista Fedra Inghirami il pittore riesce a cogliere le note psicologiche dei personaggi, in quelli femminili come La Fornarina e La Velata l’artista mostra invece il suo amore per il gentil sesso testimoniato dalle parole di Giorgio Vasari che lo definisce: “persona molto amorosa e affezionata alle donne”. 


Chiudono la mostra le dolci “Madonne” raffaellesche, opere che rivelano il segreto del talento artistico e della fama imperitura del pittore urbinate: “egli non rappresenta la natura così com’ è, ma come dovrebbe essere”.


LE OPERE

 

Autoritratto con un amico, 1518-20

olio su tela, dimensioni originali: 99 × 83 cm

Museo del Louvre, Parigi


 

Sposalizio della Vergine, 1504

olio su tavola, dimensioni originali: 174 × 121 cm

Pinacoteca di Brera, Milano

 

La Dama con il Liocorno, 1505-1506 circa

olio su tavola, dimensioni originali: 65 × 51 cm

Galleria Borghese, Roma


 

Ritratto di Giulio II, 1511

olio su tavola, dimensioni originali: 108,7 × 80 cm

National Gallery, Londra


 

Leone X tra i cardinali Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi, 1518

olio su tavola, dimensioni originali: 155,2 × 118,9 cm

Galleria degli Uffizi, Firenze


 

Ritratto di Fedra Inghirami, 1514-1516 circa

olio su tavola, dimensioni originali: 89,7 × 62,2 cm

Isabella Stewart Gardner Museum, Boston


 

La Fornarina, 1520 circa

olio su tavola, dimensioni originali: 87 × 63 cm

Galleria nazionale d'arte antica, Roma


 

La Velata, 1516

olio su tavola, dimensioni originali: 85 × 64 cm

Galleria Palatina, Firenze


 

Madonna del Belvedere, 1506 circa

olio su tavola, dimensioni originali: 113 × 88 cm

Kunsthistorisches Museum, Vienna


 

Madonna Sistina, 1513-1514 circa

olio su tela, dimensioni originali: 265 × 196 cm

Gemäldegalerie, Dresda


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