Una giornata a Cesano Maderno
lunedì 19 ottobre 2026

Una giornata a Cesano Maderno

Una chicca per le vostre gitarelle

Oggi vi proponiamo una meta alternativa per le vostre esplorazioni brianzole, alla quale forse non avevate pensato… vi accompagniamo in una giornata a Cesano Maderno!

La località di Cesano nacque come borgo agricolo, ma la sua sorte cambiò quando la ricca famiglia milanese degli Arese (poi divisi nei rami Arese-Jacini e Arese-Borromeo) decise di acquistare in questa zona dei lotti di terreno, inizialmente per avere rendite agricole e poi per far costruire il proprio palazzo suburbano.

Il nostro percorso parte dall'incrocio tra Corso Roma e Corso Libertà, a 10 minuti circa dalla stazione, dove incontrerete una “porta” e due immagini che raccontano proprio il passato agricolo della città: vedute a volo d’uccello (o ai nostri giorni ormai dovremmo dire “da drone”!) ci mostrano la monumentale via d’accesso al borgo che valorizzava la prospettiva verso il palazzo degli Arese per chi arrivava da Milano, i campi coltivati intorno, piccole chiese e edifici rurali oggi sostanzialmente del tutto scomparsi.


Veduta della Cesano che fu


Ora che ci siamo fatti un’idea di come dovesse apparire l’abitato nel XVI-XVII secolo, possiamo addentrarci in Corso Libertà varcando l’accesso monumentale parzialmente sopravvissuto. Dopo pochi metri ci ritroviamo in piazza Monsignor Arrigoni notando la presenza di due chiese, una di fronte all’altra, dedicate entrambe a Santo Stefano.


Una piazza, due chiese


La più antica (a sinistra e più piccola) è oggi utilizzata come spazio espositivo e per eventi; presenta un curioso disallineamento rispetto al campanile: non fatevi ingannare… il campanile è nella posizione originale (XIII secolo), mentre il resto dell’edificio è stato ruotato, alzato, allungato fino a quando lo spazio intorno lo ha consentito e poi si è deciso di costruire una nuova chiesa, quella che oggi vedete proprio di fronte! La sua posizione non è casuale, Monsignor Arrigoni volle che fosse costruita davanti all’edificio più antico per sottolineare la continuità tra l’uno e l’altra. I lavori iniziarono nel 1925 sotto la supervisione dell’architetto Spirito Maria Chiappetta, e in poco più di 10 anni il progetto fu concluso.


Santo Stefano a Cesano Maderno


Si tratta di un imponente edificio neogotico, sopraelevato rispetto alla pizza, caratterizzato all’esterno da un rivestimento in mattoni - che ricorda gli antichi materiali da costruzione utilizzati in Lombardia - ed elementi decorativi in marmo ispirati al Duomo di Milano, in particolare nel dettaglio del rosone centrale.

Non fermatevi sul sagrato, entrate in chiesa e osservate i grandi spazi delle navate con le particolari volte a stella, l’ambiente luminoso grazie alle tante vetrate istoriate realizzate dopo la guerra, e i dettagli decorativi ispirati allo stile floreale. L’altare è stato spostato sotto la cupola solo in tempi più recenti, perché fosse più vicino all’assemblea.

Uscendo dalla chiesa, non dimenticate di osservare il fianco esterno lungo il corso del Seveso: è uno scorcio suggestivo!

Proseguiamo ora addentrandoci nelle strade del “borgo” di Cesano e raggiungendo piazza Arese. Qui si trova Palazzo Arese Jacini, dove noterete una pietra d’inciampo all’ingresso, che oggi ospita la sede del Comune di Cesano e le sue sale di rappresentanza. È interessante varcare il portone d’ingresso e scoprire al centro del cortile una replica della scultura di Gian Lorenzo Bernini che raffigura la Capra Amaltea con due putti, e sotto il portico un antico torchio vinario del XVII secolo: il passato agricolo della città non viene dimenticato ma anzi è costantemente ricordato come fondamento della società odierna.


Cortile interno di Palazzo Arese Jacini


Il palazzo è uno dei più antichi della città, ed era utilizzato dagli Arese in particolare durante le battute di caccia, come punto di appoggio per i cavalieri impegnati nei boschi circostanti. 

Oltre agli uffici comunali, ospita oggi anche la sede dell’ISAL - Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda, fondato dalla prof.ssa Maria Luisa Gatti Perer, e che vanta una biblioteca invidiabile e utilissima (soprattutto per chi come noi “bazzica” l’arte di questo territorio!).

Affacciato su piazza Arese troverete anche il piccolo Oratorio della Beata Vergine del Transito, progettato da Carlo Buzzi nel 1642 e costruito grazie al lascito testamentario di Benedetto Arese: ha una bellissima posizione, con il portale di ingresso incorniciato dal doppio filare di tigli della piazza, riqualificata con un ottimo risultato nei primi anni 2000.


La prospettiva verso l’oratorio della Beata Vergine del Transito


Tra Palazzo Arese e l’oratorio si nasconde una chicca, un giardino pubblico chiamato “Giardino delle Colonne” che valorizza gli ex cortili rustici del palazzo. È quasi un giardino segreto, molto suggestivo nella stagione autunnale, che funge da collegamento con il vicino Parco Arese: vi invitiamo ad attraversarlo e girare intorno al palazzo per ritornare su via Milano e da lì raggiungere via Torrazzo.


Il giardino delle colonne, negli ex cortili rustici di Palazzo Arese Jacini


Perché questa via si chiami così è facile intuirlo: spicca la presenza di un’antica torre medioevale, forse risalente al X secolo, che probabilmente faceva parte del sistema difensivo della città, costruito a ridosso del Seveso. La torre è stata profondamente modificata nel corso del tempo ma mantiene un certo fascino.


Il torrazzo, un po’ nascosto dalla vegetazione!


Ci stiamo avvicinando al “pezzo grosso” di questa esplorazione… forse è il momento di fare una pausa per ricaricarci! Nella zona di Corso Roma, corso Libertà, piazza Mons. Arrigoni e nelle vie del centro troverete ristoranti e bar ben forniti per il pranzo, ma noi ci sentiamo di consigliarvi anche una sosta per il dolce in una piccola caffetteria, la Pasticceria Borromeo che si trova nella via omonima, al civico 29: dolcetti deliziosi e un’atmosfera davvero piacevole!


Pausa dolcezza alla pasticceria Borromeo


Ora non ci resta che tornare al cuore della città, davanti all’imponente Palazzo Arese Borromeo nella grande piazza dell’esedra, pensata come spazio pubblico per la città (qui si svolgeva anche il mercato) e come imponente scenografia per gli ospiti in arrivo. Non fatevi spaventare, in realtà è tutto molto vicino e non farete molta fatica a raggiungere le varie tappe del percorso! 

Vi stiamo incuriosendo? Se volete scoprire Cesano Maderno, siamo disponibili ad organizzare tour guidati e pianificati secondo le vostre esigenze, sempre accompagnati da guide turistiche abilitate! Contattateci!

Potete scegliere se visitare prima il grande Parco Borromeo, alle spalle dell’edificio, o iniziare dalla grande dimora fondata da Bartolomeo III Arese a metà del XVII secolo per celebrare il suo potere, allora al culmine, e la gloria della sua casata.

Lavorarono al progetto i più importanti architetti del tempo, tra cui Gerolamo Quadrio, Francesco Castelli, Gian Carlo Buzzi e Giovanni Ambrogio Pessina e negli ambienti interni si alternarono nella decorazione alcuni dei pittori più significativi dell’epoca: troverete opere di Montalto, Nuvolone, Procaccini, chiamati a rappresentare complesse allegorie mitologiche per esaltare la fortuna degli Arese e quel futuro luminoso che Bartolomeo vedeva concretizzato in suo figlio e suo erede, Giulio II. La successione delle sale è davvero sorprendente: a piano terra la decorazione si concentra sui soffitti, con grandi medaglioni dalle complesse cornici barocche, mentre sulle pareti compaiono talvolta dei ritratti di membri della famiglia. Il palazzo non conserva più gli arredi originali ma non preoccupatevi perché il Comune di Cesano Maderno, che ne è proprietario, organizza spesso mostre che arricchiscono gli ambienti!


Sala dell’Aurora


Una menzione particolare merita, a piano terra, il ninfeo: formato da una successione di piccole e fresche sale affacciate sul parco, è interamente decorato da mosaici in pietre di fiume chiare e scure, e arricchito da dipinti allegorici e boscherecce (ovvero, scenari con grandi paesaggi naturali). Era il “buen retiro” di Bartolomeo III, un luogo privato dove il conte si ritirava per trascorrere il tempo dell’otium, quello che i latini riservavano non alla pigrizia ma a quello che potremmo definire un “relax attivo”, un tempo per dedicarsi allo studio e ai propri interessi tra cui la misteriosa alchimia.


Il Ninfeo


Salendo al piano nobile invece noterete come la decorazione prenda il sopravvento sull’architettura, perché qui tutte le pareti sono arricchite da affreschi e scenari con vedute su panorami naturali (anche qui, le boscherecce) o scorci di immaginarie, antiche città con le loro rovine. Prendetevi tutto il tempo necessario per osservare i tanti dettagli, le piccole attività umane che sono rappresentate, le iscrizioni che compaiono qua e là - un probabile ricordo di qualche visitatore del passato! - e se siete accompagnati da bambini e bambine, cercate i tantissimi animali che popolano queste stanze!


Chi cerca… trova!


Quello che è certo è che non potrete restare indifferenti al panorama che si ammira dalla loggia, nata come collegamento esterno tra l’ala del palazzo riservata a Bartolomeo III e quella destinata a residenza di sua moglie Lucrezia Omodei (attenzione! qui non potrete accedere, queste stanze non sono aperte al pubblico, quindi tornate indietro per proseguire la visita). Oggi la loggia al primo piano è un affaccio imperdibile sul parco Borromeo, innanzitutto perché testimonia l’influenza di altre tendenze architettoniche, forse genovesi, sui progettisti del palazzo, e poi perché da qui lo sguardo può spaziare verso i viali e le carpinate, i roseti, i boschi che si estendevano per chilometri dietro al palazzo, fino alla riserva di caccia degli Arese.


Oltre quel balcone, una vista che vale la pena!


Ma prima di addentrarci negli spazi verdi, concludiamo il percorso nelle sale: a questo punto vi sarete forse già fermati a studiare i tanti oggetti e ammenicoli esposti sulla scrivania del designer Pierluigi Ghianda, entrata a far parte dell’allestimento del palazzo (era un grande tifoso di calcio e si capisce bene per quale squadra batteva il suo cuore sportivo), e sarete rimasti sorpresi dalla monumentalità della Galleria delle Arti, un percorso iniziatico che rappresenta il cammino della conoscenza intrapreso dal giovane Giulio II durante la sua formazione. Finte statue (addirittura con le loro ombre!) sono dipinte tra vere e illusionistiche finestre, rappresentando le materie di studio ed illustri esempi d’intelletto e d’armi a cui il ragazzo doveva ispirarsi. Un futuro luminoso, abbiamo detto in precedenza, un destino glorioso per Giulio Arese… ma osservate bene lo stemma familiare dipinto a ripetizione sul soffitto della Galleria perché a un certo punto si trasforma. Lo stemma, infatti, “perde” le ali. 

Il futuro non esiste perché con grandissimo dolore della famiglia, Giulio muore giovanissimo, ancora prima di poter dimostrare al mondo il suo valore.


La Galleria di Palazzo Arese Borromeo


Ancora due sale vi importanti, a questo punto vi aspettano: una è la spettacolare Sala dei Fasti romani, il grande salone da ricevimento a doppia altezza che celebra il trionfo della dinastia paragonandola alla stirpe degli storici re e imperatori di Roma antica. Non siamo soli in questa sala, dall’alto sia affacciano dalle balaustre i ritratti di nobili e popolani, che osservano sorridenti le feste che si svolgono nella sala e in un angolo, vicino alla porta, ecco in piedi Bartolomeo III in persona, nelle vesti del fattore della proprietà, che sembra guardarci con occhi furbi e sornioni, compiaciuto del nostro stupore e della nostra ammirazione.


La sala dei Fasti Romani: fidatevi, è molto bella ma le luci non vengono bene in foto!


Al di là di questa porta presidiata dal padrone di casa, un’ultima chicca… alle pareti della sala troverete alcune vedute dei possedimenti degli Arese Borromeo (dopo la morte di Giulio, il palazzo e le terre di Cesano furono ereditate dalla sorella Giulia, sposata col conte Renato II Borromeo) e una veduta del Castello Sforzesco di Milano, come appariva nel XVII / XVIII secolo con il sistema difensivo della Ghirlanda!

Non resta che passeggiare tra i viali del Parco, un imponente giardino all’italiana nella parte più vicina al palazzo, costruito su un rigido asse prospettico e disseminato da sculture delle più varie fogge.


Gli inquilini del Parco Borromeo


Divinità, allegorie, eroi classici, vi attendono tra le aiuole di rose, le lunghe carpinate ai lati della proprietà e lungo il percorso di avvicinamento alla grande fontana barocca. Questa, costruita su due livelli, con una grande vasca nella parte inferiore e una doppia scalinata in pietra che conduce a un piccolo belvedere dominato dalle sculture di due dromedari nei cesti, un antico simbolo araldico dei Borromeo, pare ispirata ai giardini delle residenze nobiliari del centro Italia, in particolare quelle sorte nella zona tra Viterbo e Roma: non sapete quante volte i visitatori hanno riscontrato somiglianze con Villa d’Este a Tivoli o Villa Lanza a Viterbo (con le dovute proporzioni, si intende!).


Brianza o Lazio? Comunque, un gran bello spettacolo


Eccoci quindi giunti al termine di questa giornata: un percorso ricco di storia e arte che speriamo vi abbia appassionato e soddisfatto… tante volte non serve allontanarsi molto da casa, ma allenare lo sguardo ad osservare meglio quello che ci circonda e abbandonare ogni pregiudizio perché ogni angolo può rivelare una sorpresa!


Info utili:

Per raggiungere Cesano Maderno con i mezzi pubblici, la soluzione più pratica è il treno: potete utilizzare la linea Trenord oppure le Ferrovie Nord (attenzione perché la stazione è un po’ estesa e raggiungere alcuni binari non è molto intuitivo!).

L’Oratorio della Beata Vergine del Transito e il cortile di Palazzo Arese Jacini sono accessibili negli orari di apertura degli uffici comunali; per quanto riguarda l’Oratorio, se anche doveste trovarlo chiuso, potrete comunque dare una sbirciata all’interno grazie alle porte a vetro poste all’ingresso. Se seguite il nostro suggerimento di passare attraverso il Giardino delle Colonne e girare intorno al palazzo, potrete ammirare il cortile dalla cancellata posteriore.

Per visitare la chiesa nuova di Santo Stefano, rispettate gli orari delle funzioni, mentre per la ex-chiesa verificate se sono previste aperture straordinarie in concomitanza di qualche evento.

L’unico ingresso a pagamento è quello di Palazzo Arese Borromeo (l’accesso al parco è gratuito, verificate gli orari di apertura a seconda della stagione); le tariffe aggiornate, le info utili e le notizie su eventuali chiusure/aperture straordinarie sono facilmente reperibili sul sito ufficiale.


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"Regina di quadri. Vita e passioni di Palma Bucarelli" - di Rachele Ferraio, ed. Mondadori - Le Scie, 2010
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