Ritratto di signora: Elisabetta Sottocasa e la pittura di Mosé Bianchi
Nella prima metà del 2026 il MUST di Vimercate ospita una nuova mostra dedicata al pittore ottocentesco Mosé Bianchi: riscopriamo uno dei più bei ritratti dell'artista monzese che questo museo custodisce!Il ritratto è un genere pittorico che ha sempre avuto grande fortuna: i nobili, ben presto affiancati dagli esponenti della borghesia medio-alta (non appena possono permetterselo), hanno sempre ritenuto doveroso lasciare di sé un'immagine ufficiale. Che fosse effettivamente rispondente al vero, più o meno idealizzata o carica di valori simbolici, il ritratto è stato per lungo tempo un vero e proprio "status symbol", soggetto a regole precise.
Verso la metà dell'Ottocento, però, i dipinti che riproducono le fattezze di cavalieri e nobildonne assumono una dimensione via via più intima ed emozionale, complici da una parte il diffondersi di un nuovo tipo di ritratto, quello fotografico, e dall'altra un lento ma radicale cambiamento nella società di allora, unito a una inarrestabile rivoluzione in ambito artistico.
Tanti sono gli esempi di questo rinnovamento di un'abitudine antica, ma uno in particolare ci ha sempre colpite e affascinate: il maestoso ritratto della Contessa Elisabetta Sottocasa, un'ampia tela di grande bellezza che oggi si custodisce al MUST di Vimercate, in quelle che un tempo furono le stanze di casa della nobildonna.

Ritratto di Elisabetta Sottocasa, Mosè Bianchi, 1874, olio su tela, MUST
Siamo pronte a raccontavi qualcosa di quest'opera, rispondendo ad alcune delle domande che più di frequente ci avete posto.
Chi è l'autore del ritratto?
Il dipinto, un olio su tela del 1874, è opera di Mosè Bianchi, uno dei grandi artisti dell'800 lombardo.
Di origine monzese (e anche per questo siamo particolarmente affezionate a lui!), egli vive un'epoca di rivoluzioni: politiche, anzitutto, con il Risorgimento, di cui sposa gli ideali arrivando a partecipare alla Seconda Guerra di Indipendenza, e ovviamente pittoriche. È infatti uno dei protagonisti del vivace movimento della Scapigliatura milanese.

Pompeo Mariani, Ritratto di Mosé Bianchi, 1900-1904, olio su tela, 90 x 131 cm, Musei Civici di Monza
Sa farsi interprete di una nuova maniera di dipingere che predilige l'uso del colore e di rapidi tocchi di luce per ottenere effetti di grande naturalezza; una tecnica che impiega per ritrarre sia soggetti storici che episodi di quotidianità cittadina nell'Italia appena unita. Ma non solo: non manca di dedicarsi, con successo, anche alla pittura ad affresco e, appunto, al ritratto, genere in cui conquista grande fama.
Potete scoprire maggiori informazioni su di lui nell'Archivio a lui dedicato.
Chi è Elisabetta Sottocasa?
La giovane donna qui ritratta è Elisabetta Sottocasa (1838-1904), esponente della nobiltà bergamasca che nel 1863 sposa il cavaliere Luigi Ponti, proveniente da una famiglia di industriali del gallaratese.

Eleuterio Pagliano, Ritratto di Luigi Ponti ed Elisabetta Sottocasa, 1870, olio su tela. MUST Museo del Territorio di Vimercate
Elisabetta Sottocasa, 1890 ca., Stabilimento fotografico Andrea Taramelli, MUST, Collezione Fotografie Fotografie
Il dipinto la ritrare a figura intera, in piedi su un terrazzino affacciato su un parco verdeggiante: la nobildonna è colta in una posa di grande spontaneità, nell'atto di volgersi verso il pittore mentre raccoglie il pesante strascico dell'abito scuro.
Oltre la terrazza, Mosè Bianchi pone una vibrante quinta vegetale a fare da sfondo alla bellezza matronale della donna, della quale risaltano così il volto, dolce e triste al tempo stesso, i candidi pizzi delle maniche e dello scollo della veste, e i nastri di seta blu che impreziosiscono l'acconciatura.


L'abilità di Mosè Bianchi si condensa in questi piccoli dettagli: l'intensità dello sguardo di Elisabetta, il realismo che permea i particolari dell'abito, del quale egli ci fa addirittura percepire, attraverso un raggio di sole che cade sull'ampia gonna, l'effetto tattile del velluto.
È vero che questo dipinto è stato esposto anche a Parigi?
Proprio così! Questo dipinto viene considerato ben presto la prova più alta della ritrattistica di Mosé Bianchi. Anche i contemporanei si accorgono della sua bellezza, tanto che viene presentato al concorso alla Pinacoteca di Brera nel 1874 vincendo il premio "Principe Umberto" e, in virtù di questo grande successo, la tela sarà poi inviata nel 1878 all'Esposizione Universale di Parigi.
Ma i suoi "viaggi" non terminano qui: sarò infatti esposta anche nelle due grandi mostre retrospettive che la città di Monza dedica al suo pittore più rappresentativo, ovvero la mostra del 1924 in occasione del ventennale della morte di Mosè Bianchi e, quella del 1987, quando il ritratto di Elisabetta compare nelle sale della Villa Reale quale migliore prova del Bianchi ritrattista.
E ora dove si trova?
L'opera è rimasta di proprietà della famiglia Sottocasa fino al 2001, quando viene acquisita dal Comune di Vimercate insieme alla Villa che Luigi Ponti ed Elisabetta Sottocasa avevano abitato e poi lasciato ai loro eredi.
Oggi è esposta al MUST - Museo del Territorio Vimercatese, in una stanza che ancora conserva la decorazione di fine Ottocento accanto al ritratto postumo, anch'esso opera di Mosè Bianchi, dell'amato marito.

Presso questo museo, il 31 gennaio 2026 verrà inaugurata una nuova mostra dal titolo “MOSE' BIANCHI. L'Ottocento a colori”, a cura di Simona Bartolena, che proprio partendo dai ritratti di Elisabetta Sottocasa e Luigi Ponti qui custoditi, racconterà il più celebre e popolare pittore monzese con oltre 40 opere (la mostra sarà aperta fino al 3 maggio 2026).
Il servizio di visite guidate e le proposte didattiche per scuole e famiglie sono curate dallo staff di Art-U: non perdete il ricco calendario di proposte della mostra!
