San Fedele: arte sacra tra antico e contemporaneo
lunedì 18 marzo 2019

San Fedele: arte sacra tra antico e contemporaneo

La chiesa di San Fedele sorse sui resti dei Guasti Torriani e divenne un punto di riferimento fondamentale per la Chiesa cittadina. L'edificio, concepito in stile monumentale, rispondeva alle necessità espresse dal Borromeo nelle sue Instructiones Fabricae, un compendio di indicazioni per adattare le chiese in modo da favorire la predicazione e limitare così la diffusione del Protestantesimo.

Milano 1569: il Cardinale Carlo Borromeo benedice la posa della prima pietra della chiesa che affidò alla Compagnia del Gesù. San Fedele sorse sui resti dei Guasti Torriani, luogo noto ai milanesi per essere stata la residenza della famiglia Della Torre, contendente per lungo tempo dei Visconti per il dominio su Milano, e divenne un punto di riferimento fondamentale per la Chiesa cittadina. L'edificio, concepito in stile monumentale, rispondeva alle necessità espresse dal Borromeo nelle sue Instructiones Fabricae, un compendio di indicazioni per adattare le chiese in modo da favorire la predicazione e limitare così la diffusione del Protestantesimo. 

San Fedele vide avvicendarsi nel suo cantiere i più grandi architetti del XVI/XVII secolo - Pellegrino Tibaldi, Martino Bassi, Francesco Richini, nel XIX secolo Pietro Pestagalli che completò la facciata - e nel 1776 raccolse l'eredità e parte delle opere conservate nella vicina chiesa di Santa Maria della Scala, demolita per fare spazio al nuovo Teatro voluto dagli Asburgo. Fu così che giunsero in loco alcuni capolavori come la Deposizione di Simone Peterzano, il pregevole coro ligneo con stalli intarsiati in madreperla e molti altri.

Entrare oggi nella chiesa di San Fedele vuol dire confrontarsi non solo col passato ma anche con il contemporaneo, ed è ciò che la rende unica nel panorama degli edifici religiosi milanesi per qualità e quantità degli interventi. A partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, con la fondazione del Centro San Fedele e il ritorno dei Gesuiti alla gestione della chiesa, è infatti nato un progetto volto a stimolare la riflessione di artisti dei nostri giorni su un tema tradizionale come l'arte sacra: è possibile veicolare questi messaggi in un linguaggio moderno e capace di coinvolgere i fedeli come un tempo?

Le opere di arte contemporanea sono disseminate in tutto l'edificio e si armonizzano con architettura e manufatti più antichi; molte sono concentrate nelle "stanze di contemplazione" (cripta, sacello, sacrestia e cappella delle ballerine). È difficile operare una selezione, ma alcune installazioni colpiscono più di altre per impatto scenografico e contenuto simbolico: Ex Voto di Mimmo Paladino, nella cappella delle ballerine ricorda la tradizione per cui le danzatrici del Teatro alla Scala erano solite portare in omaggio bouquet di fiori all'antica immagine della Madonna dei Torriani, all'indomani del loro debutto sul palcoscenico; Svelamento di Jannis Kounellis, è formata da un grande sacco che contiene una croce, identità religiosa celata agli occhi degli uomini contemporanei e che reclama una nuova rivelazione, un ritorno alla chiara verità della Chiesa; Apparizione del Sacro Cuore è una composizione di pannelli di ceramica lavorati da Lucio Fontana, prodotta negli anni Cinquanta dall'artista da poco scartato per la realizzazione dell'ultima porta del Duomo, e grazie alla quale la sua carriera trovò rinnovato vigore; David Simpson ha interpretato il tema della Gerusalemme celeste attraverso tre tele monocrome collocate sulla parete di fondo dell'abside, in tre colori simbolici (rosso, il sangue del sacrificio di Cristo; oro, la regalità di Dio; blu, l'immaterialità dello Spirito Santo) e trattate con sostanze che rendono le superfici riflettenti, continuamente cangianti grazie alla luce che ricevono e allo stesso tempo diffondono intorno a sé.

E ancora i sorprendenti lavori di intaglio dei confessionali e degli armadi nella sagrestia, le tombe asburgiche, la storia della Cappella delle Ballerine che si intreccia a quella della Congregazione dei Discipilini della Buona Morte, le numerose altre opere d'arte contemporanea collocate là dove non ci si aspetta: tutto questo rende la visita a San Fedele una continua fonte di stupore.

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