Monza e le sue piazze: Piazza San Paolo
venerdì 12 febbraio 2021

Monza e le sue piazze: Piazza San Paolo

Su piazza San Paolo a Monza, anticamente sede del verzierie, si affacciavano la chiesa si San Michele, il convento di Santa Marta e uno dei primi cinema stabili del capoluogo brianzolo

IN COLLABORAZIONE CON IL BLOG DI MONZA REALE



La formazione di Piazza San Paolo a Monza, così come la conosciamo oggi, è storia abbastanza recente. 

Lo spazio, utilizzato nei secoli scorsi come verziere - ossia mercato ortofrutticolo - fu sgombrato da antichi edifici e modificato in senso più monumentale e arioso tra gli anni '20 e '30 del Novecento, quando il regime fascista impose una trasformazione radicale del centro storico cittadino.


La chiesa di San Michele

In passato la piazza era chiamata San Michele e qui sorgeva una piccola chiesa dalla fondazione antichissima, risalente agli anni immediatamente successivi alla morte della Regina Teodolinda. L'edificio era intitolato a San Michele Arcangelo, protettore del popolo longobardo, e godeva di grande rispetto; qui si svolse infatti l'incoronazione imperiale di Corrado II di Germania ed è probabile che da San Michele partisse anche la tradizionale processione del giorno della Candelora, diretta poi in Duomo. 

Nel '300 la chiesina fu ampliata e rinnovata, con l'aggiunta di un ampio ciclo di affreschi dedicato alla Vergine. Diventata poi insufficiente a contenere i numerosi fedeli, fu smantellata nel secolo scorso e sostituita dalla parrocchiale di Santa Maria degli Angeli; gli affreschi furono staccati e alcune parti sono oggi visibili presso il Museo del Tesoro del Duomo (il brano più ampio, detto "Messa di San Michele") e Santa Maria degli Angeli (la "Dormitio Virginis"). In ricordo dello storico edificio, una delle chiese più antiche della città, è stato collocato sulla piazza nel 2004 un monumento raffigurante San Michele Arcangelo, opera dello scultore Benedetto Pietrogrande. 


Il convento di Santa Marta

Subito accanto alla scultura, si nota una facciata in pietra e mattoni, di gusto barocchetto, oggi inglobata nell'edificio che ospita un istituto bancario. E' ciò che resta di una parte del convento associato alla chiesa di San Michele, in particolare si trattava della sezione femminile di Santa Marta, detta anche "delle monache bianche". 

Si trattava di un istituto di carità, promiscuo in quanto vi partecipavano sia uomini che donne, che si occupava di assistenza agli indigenti e agli ammalati, che nel tempo fu poi trasformato nel Monte di Pietà, dove i bisognosi potevano chiedere prestiti a interesse. 

L'edificio fu rinnovato a inizio del XVIII secolo, secondo il gusto dell'epoca, ma l'istituzione religiosa fu poi soppressa alla fine dello stesso secolo per ordinanza della Repubblica Cisalpina. Tra le opere recuperate dal convento, l'affresco staccato raffigurante un "Compianto sul Cristo Morto" attribuito a Giovan Stefano Scotti, conservato oggi all'Accademia Carrara di Bergamo e risalente ai primi decenni del XVI secolo, e la pala d'altare del Moncalvo con "visita di Cristo in casa di Marta", che si può ammirare presso il Museo del Tesoro del Duomo.


L'ex Cinema Centrale

Sulla piazza è inoltre affacciato il palazzo che i monzesi ricordano, fino a non molti anni fa, come la sede del Cinema Centrale. 

Le prime proiezioni cinematografiche in città si tennero a inizio Novecento ed erano allestite in padiglioni ambulanti, gestiti dalla famiglia Kullman: la struttura in legno, con sedili e gradinate, permaneva per buona parte dell'anno presso la Piazza del Mercato (attuale Piazza Trento e Trieste). 

Il 19 Ottobre del 1912 Kullman diede una svolta alla propria attività inaugurando "Il Centrale", uno nuovo cinema in pianta stabile, nell'area grossomodo corrispondente al palazzo comunale. Qui furono proiettati grandi capolavori come "Cabiria" e "Nerone" ma la sala fu poi sacrificata per la costruzione del Municipio e il "Nuovo Centrale", con una nuova struttura composta da una grande platea e una galleria di minori dimensioni, si trasferì in piazza San Paolo. 

Molti furono i capolavori qui trasmessi in prima visione, come "La dolce vita", "Il Gattopardo", "Marnie", "Per un pugno di dollari". 

La chiusura definitiva della sala risale al 2002. Il recente restauro dell'edificio ha messo in luce le particolari decorazioni esterne, ispirate dall'antico Egitto e dal mondo assiro-babilonese, corrispondenti a quel particolare gusto estetico della prima metà del Novecento, ancora influenzato da Eclettismo e Liberty ma ormai indirizzato verso l'eleganza Belle Epoque.

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