La processione del Sacro Chiodo a Monza: chi la conosce?
mercoledì 04 settembre 2019

La processione del Sacro Chiodo a Monza: chi la conosce?

L’usanza della processione ebbe inizio nel 1576, quando Carlo Borromeo ordinò la realizzazione della croce-reliquiario per mostrare la Corona ai fedeli lungo le strade cittadine, flagellate dalla peste.

In collaborazione con Monza Reale, pubblichiamo anche qui l'articolo scritto per il loro blog!


Secondo la tradizione della Chiesa Cattolica, Sant'Elena - madre dell'Imperatore Costantino - avrebbe intrapreso un viaggio in Terra Santa alla ricerca della reliquia della Croce di Cristo. Una volta rinvenuta, avrebbe riportato in Europa i tre chiodi con cui Gesù fu crocifisso: uno di essi però fu gettato in mare per placare una violenta tempesta; dei due rimanenti, uno fu trasformato in morso per un cavallo e l'altro sarebbe stato inserito in un elmo/diadema destinato all'Imperatore. Questa è la reliquia che più ci interessa perché si tratterebbe del famoso cerchio metallico inserito all'interno della Corona Ferrea, l'oggetto più importante del tesoro donato dalla Regina Teodolinda alla chiesa da lei fondata a Monza nel 595 d.C.

La Corona, detta Ferrea perché contenente questo famoso elemento metallico, è custodita all'interno della Cappella di Teodolinda, in un apposito tabernacolo-cassaforte progettato da Luca Beltrami alla fine del XIX secolo e donato alla chiesa da re Umberto I. 

Per secoli la Corona fu venerata come reliquia del Sacro Chiodo (con una "sospensione" tra il XVII-XVIII secolo, al fine di accertarne l'autenticità) e utilizzata per le incoronazioni reali come simbolo del potere sull'Italia: il primo a utilizzarla con questo scopo fu Carlo Magno, nel IX secolo, seguirono poi numerosi altri sovrani tra cui Federico Barbarossa, Carlo V, Napoleone Bonaparte e da ultimo Ferdinando I d'Austria nel 1838. I Savoia non furono insigniti con la Corona Ferrea, poiché il pontefice Pio IX aveva scomunicato la linea di discendenza maschile della casata. Il motivo? Vittorio Emanuele II, primo Re d'Italia, aveva sottratto alcuni possedimenti allo Stato Pontificio per integrarli nel nuovo Regno d'Italia! 

La Corona in passato ha spesso lasciato la sua sede monzese per seguire le corti durante le cerimonie d'incoronazione o perché trafugata o ancora per motivi di sicurezza come accaduto per l'ultima volta durante la Seconda Guerra Mondiale, quando fu trasferita in Vaticano, ma oggi rimane sempre al sicuro entro il suo tabernacolo.

L'unico momento in cui viene esposta pubblicamente è in occasione della ricorrenza del Sacro Chiodo, la terza domenica di Settembre (anche se inizialmente la festività era stata fissata alla prima domenica del mese): la reliquia viene collocata in una croce processionale, in posizione verticale, di modo che sia ben visibile il cerchio interno, e percorre un breve itinerario nel centro storico scortata dai suoi custodi e protettori, il corpo di guardia degli Alabardieri, per ritornare poi in Duomo e rimanere disponibile all'adorazione dei fedeli. L'usanza della processione ebbe inizio nel 1576, quando Carlo Borromeo ordinò la realizzazione della croce-reliquiario per mostrare la Corona ai fedeli lungo le strade cittadine, flagellate dalla peste.

La processione prendeva il via dal Duomo, dopo la celebrazione di una messa solenne, e si snodava lungo le vie del centro comprendendo 10 fermate. Oggi il tracciato segue grossomodo il percorso originario, adattandosi ai cambiamenti urbanistici della città: partendo dal Duomo, un tempo si scendeva lungo via Lambro e si attraversava il Ponte di Arena, poi si passava attraverso stradine spazzate via dall'apertura della Contrada Ferdinandea (ossia Via Vittorio Emanuele II) per raggiungere porta de Gradi; indi ci si dirigeva all'ospedale di San Gerardo, si valicava il ponte di San Gerardino per raggiungere il monastero delle Agostiniane di San Paolo e la croce del Carrobbio; passata la "Stecca Durini" e superata la chiesa di San Michele si faceva infine ritorno al Duomo.


Vi siete un po' persi? Non vi preoccupate, avremo modo nei prossimi appuntamenti sul blog di raccontarvi la storia dei luoghi citati e le trasformazioni di Monza nei secoli...

 

Un'ultima curiosità: dove è finito il chiodo trasformato in morso di cavallo? E' molto più vicino a noi di quanto si pensi, custodito nel Duomo di Milano. Qui la ricorrenza del Sacro Chiodo viene celebrata in maniere molto scenografica: la reliquia viene prelevata dal suo tabernacolo, posizionato a 40 metri d'altezza nella zona del presbiterio della Cattedrale milanese, utilizzando la famosa nivola, una sorta di ascensore decorato con immagini di nuvole e angeli che conduce l'Arcivescovo a prelevare l'oggetto per proporlo poi all'ostensione dei fedeli.


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