5 cose da vedere a Concorezzo
giovedì 11 febbraio 2021

5 cose da vedere a Concorezzo

Spunti per un itinerario tra chiese e ville a Concorezzo: segni di spiritualità e signorie passate abbracciano il borgo del futuro

Vi proponiamo un breve itinerario che ci porta a riscoprire la storia di Concorezzo: passeggiando tra antichi oratori, palazzi e ville di delizia (oggi sede di uffici pubblici), ritroveremo grandi nomi dell'architettura neoclassica, conosceremo nobili casati e ricorderemo tradizioni religiose di sapore miracoloso. 





1. PARROCCHIALE SS. COSMA E DAMIANO (Via Libertà) 

 

Cuore del centro abitato di Concorezzo, posta all'incrocio tra cardo e decumano, è la Chiesa Parrocchiale dedicata ai Santi Cosma e Damiano. Sostituita all'originale parrocchiale, votata inizialmente al solo S. Damiano, perchè diventata troppo angusta per accogliere il numero crescente di fedeli, fu affidata al progetto dell'architetto Luigi Cagnola, milanese di nascita e di nobili natali, il quale, guardando a modelli di architettura antica e rovine romane e, contestualmente, alla ricerca palladiana, si distinse, tra il 1801 e il 1815, anni della sua maturità, come sapiente e moderato rappresentante dello stile neoclassico. 

I lavori iniziarono nel 1810 per concludersi, dopo alterne vicende, solo nel 1899, anno della consacrazione definitiva del tempio cittadino. Rifacendosi, in particolare, alla Chiesa del Redentore di Venezia, sull'Isola della Giudecca, costruzione '500esca encomiabile nel panorama della produzione del Palladio, la parrocchiale concorezzese fonde nelle sue forme l'immagine del tempio antico e della basilica cristiana, a partire dalla maestosa facciata dominata da un pronao esastilo. 

Contrariamente ai dettami della tradizione medioevale, l'orientamento della Chiesa volge la facciata a est e l'abside ad ovest, scelta, questa, dettata dalla volontà di dare la giusta collocazione ai due poteri cittadini, quello religioso e quello politico, rappresentato dall'antistante palazzo De Capitani, nome degli antichi feudatari del borgo ed oggi sede del Municipio, ciascuno dei quali arroccato all'interno del proprio monumento neoclassico.



2. PALAZZO DE CAPITANI (Piazza della Pace, 2)

 

Sede del Municipio di Concorezzo, il Palazzo De Capitani nacque, quale signorile dimora, alla fine del XVII secolo su probabile commissione del Conte Pirro De Capitani, investito del ricco e particolarmente fertile feudo locale. La villa, nel corpo centrale, si sviluppa su 3 piani, secondo il tipico schema ad U della tradizione lombarda, dominato del grande atrio a serliana. 

Nel 1841 si estinse la linea maschile della famiglia; l'ultima De Capitani fu la Marchesa Laura che, nel 1878, cedette la casa padronale all'Amministrazione Comunale. Sulle vestigia dell'antico castello, che si dice si trovasse nell'area ben prima dell'anno 1000, venne quindi edificato il vecchio palazzo che, dopo la cessione, andò ad accogliere, a partire dal 1880, scuole, asilo e uffici amministrativi. 

Negli anni '60, con il trasferimento di tutte le pertinenze municipali, l'edificio cadde in rovina fino al 1990, anno in cui si diede avvio alla campagna di riqualificazione dell'intera area.



3. VILLA ZOIA (Via Libertà, 74)

 

Nel tessuto urbanistico concorezzese sorsero, nel corso dei secoli, oltre al già citato Palazzo De Capitani, altre ville signorili con funzione abitativa. Lungo il corso principale del paese si incontra quella in assoluto più conosciuta, Villa Zoia, costruita intorno alla metà dell'800 e passata attraverso varie proprietà, dalla Marchesa Teresa del Carretto Corio, al Conte Lodovico Melzi, agli Zoia, che lasciarono in eredità il nome attuale. Caratterizzata da uno schema a L, con un braccio più corto aperto da un portico a 3 fornici sotto al quale ancora campeggia l'antica insegna dei Melzi, la villa è circondata da un ampio parco di carattere paesaggistico, oggi ad uso pubblico, dominato da un secolare e poderoso Cedrus Atlantica che vanta una circonferenza di 6,30 m per 30 m di altezza.



4. ORATORIO DI S. ANTONIO (Piazza Sant'Antonio)

 

Citato per la prima volta in un documento risalente all'865 con la titolazione originaria al Signore Salvatore, l'Oratorio, oggi dedicato a S. Antonio da Padova, venne sicuramente fondato prima dell'anno 1000. Originariamente esso svolse la funzione di parrocchiale, quando Concorezzo contava solo 700 anime, e si presentava con uno sviluppo spaziale ben più ampio: 3 navate anzichè la sola attuale. 

Nel 1934 la chiesa venne radicalmente ristrutturata ed utilizzata, fino agli anni '50 del Novecento, come luogo di catechesi e sede per gli incontri della confraternita del SS. Sacramento. All'interno restano tracce delle arcate di collegamento con le primigenie navate laterali e interessanti decorazioni pittoriche concentrate nell'area absidale a pianta quadrata posta, seconda la tradizione medievale, sul lato orientale della chiesa. 

La facciata, seppur a sua volta rimaneggiata, si è mantenuta povera e disadorna, con tetto a capanna, completamente intonacata e con un solo portale centrale accompagnato da 3 monofore. 

Abbattuti i fabbricati addossatiglisi nel corso dei secoli per isolarla e conferirle maggiore respiro, oggi si apprezza meglio anche la sagoma del campanile di recente fattura. 

Fino al 1806 la piazza antistante venne utilizzata come luogo di sepoltura; successivamente vi furono piantati alberi di gelso a servizio delle corti circostanti ove si praticava l'allevamento del baco da seta, eliminati poi gradualmente a causa di alcuni sprofondamenti del terreno.



5. CHIESA S. EUGENIO (Piazza S. Eugenio, 1)

 

La chiesa concorezzese dedicata a S. Eugenio risulta essere la più antica del paese, sorta, prima dell'anno 1000, per volere di due ricchi fratelli di Agrate, il sacerdote Deusdedit e il diacono Senatore. Posta al di fuori del borgo, sull'incrocio di strade che da Monza e Milano conducevano verso Bergamo, essa, a partire dal XIV secolo fu posta sotto la giurisdizione della Basilica di Monza. 

Al suo interno si narra che fosse conservata un'immagine della Madonna che "aveva dato segni miracolosi", presenza che, nel tempo, attirò un numero sempre crescente di fedeli e che oggi è identificata con l'affresco di stile '500esco, rappresentante per l'appunto la Madonna, posto sopra l'altare della navata laterale destra. 

L'intera struttura ecclesiastica è stata rimaneggiata a partire dal 1928 su iniziativa di Don Antonio Girotti e progetto di Monsignor Architetto Giovanni Polvara della Scuola del Beato Angelico di Milano. L'intervento fu radicale, con l'aggiunta di due piccole navate laterali separate dalla centrale per mezzo di una teoria di arcate a tutto sesto. 

Uno dei pochi elementi ad essersi conservato nelle sue fattezze originali (XI secolo) è il soffitto a cassettoni con dipinti in verde, bianco e nero di forma geometrica. La facciata in stile romanico, con il tipico tetto a capanna, domina, assieme alla torre campanaria alzata nel XVIII secolo, il grande piazzale antistante anticamente utilizzato come area cimiteriale e, successivamente, apertosi ad accogliere una piccola piantagione di gelsi. 

Le strutture annesse alla chiesa, un tempo atte ad accogliere le ragazze che frequentavano l'oratorio femminile qui situato, oggi sono state trasformate nei locali del Centro Socio Educativo del "Volontariato S. Eugenio" che, dal 1982, presta assistenza a persone con gravi bisogni psico-sociali.


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